VULNOLOGIA

 

Sandy Furlini - Katia Somà © 2006

   

18/01/2008

       
           
   

LESIONI  ELEMENTARI

   
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  La conoscenza delle lesioni elementari della pelle è fondamentale per inquadrare il malato affetto da lesione cutanea.
LESIONI PRIMITIVE: diretta espressione del processo patologico che si svolge in seno alla cute.
LESIONI SECONDARIE: rappresentano una fase evolutiva o l’esito delle primitive.
 
 
   
   
      PRIMITIVE - macchia SECONDARIE - squama    
        - papula   - crosta    
        - nodulo   - escoriazione    
        - vescicola   - esulcerazione    
        - bolla   - ulcera    
        - pustola   - escara    
        - pomfo   - cicatrice    

PRIMITIVE

             
                   
  MACCHIA              
  Modificazione circoscritta del colorito cutaneo.
1. Da variazione del contenuto ematico
• Iperemia attiva (eritemi)
• Iperemia passiva (macchie cianematose)
• Difetto di vascolarizzazione (macchie anemiche)
• Diffusione di sangue nei tessuti (macchie emorragiche), petecchie, ecchimosi, soffusioni
• Esagerato sviluppo vascolare
2. Da variazioni del pigmento
• Eccesso del pigmento melanico (macchie pigmentarie)
• Difetto del pigmento (macchie ipo-acromiche)
• Alterazioni qualitative del pigmento (macchie eterologhe), pigmento ematico (Fig.1), tatuaggi.

Fig.1

 
   
   
   
   
   
   
   
   
                   
  PAPULA              
 

Rilevatezza solida della cute, nettamente circoscritta, determinata da un ispessimento localizzato dell’epidermide (papula epidermica) e/o da un infiltrato infiammatorio degli strati più superficiali del derma (papula dermica).

       
         
         
                   
  NODULO                
 

Formazione solida, circoscritta, a sede dermica profonda o ipodermica, prodotta da un infiltrato infiammatorio (acuto o cronico), neoplastico, da abnorme accumulo di sostanze varie (lipidi, sali di calcio, ecc.). Più grande e profondo rispetto alla papula. Confluenza di più noduli: placca.

         
    Fig.2  
     
               
  VESCICOLA          
  Piccola raccolta circoscritta di liquido organico in seno all’epidermide (Fig.2) o immediatamente al di sotto di essa. Si distinguono vescicole sottocornee, intraepidermiche, sottoepidermiche.
La comparsa di una vescicola si accompagna a sensazione di prurito, tensione, cociore, dolore. Invasa da microrganismi evolve in pustola.
   
     
     
     
                   
  BOLLA              
  Raccolta circoscritta di liquido organico di dimensioni superiori alla vescicola in sede intra o sottoepidermica. (Fig.3) A: bolla intraepidermica / B: bolla sottoepidermica
Talora la bolla origina dalla confluenza di più vescicole.

Fig.3

 
   
   
   
           
 
Modello di malattia bollosa: Pemfigo e Pemfigoide (Acantolisi: perdita di coesione fra i cheratinociti)
Pemfigo: malattia bollosa acantolitica autoimmunitaria con formazione di bolle intraepidermiche. Interessa gli adulti. Caratterizzata da scollamenti con erosioni dolorose cui segue la fase bollosa propriamente detta. Le bolle compaiono su cute sana.
Pemfigoide: malattia bollosa non acantolitica autoimmunitaria con bolle sottoepidermiche. Interessa gli anziani. Le bolle compaiono su cute eritematosa e/o sana.
In entrambe le forme morbose ci si avvale di terapia cortisonica.
     
       
       
       
                   
  PUSTOLA              
  Piccola raccolta circoscritta di essudato purulento in seno all’epidermide o immediatamente sotto di essa. Pustole secondarie: evoluzione dalle vescico-bolle. Può localizzarsi in un follicolo pilo sebaceo.      
   Fig.4  
   
               
  POMFO          
 

Edema circoscritto e fugace della cute. Formata d’essudato imbibente il derma. Se l’essudato è abbondante assume colorito bianco porcellanaceo per ischemia dei vasi da compressione. In caso di essudazione iperabbondante si formano vere e proprie raccolte liquide sottoepidermiche (urticaria bullosa).

 
   
   
               

SECONDARIE

           
               
  SQUAMA          
  Prodotto dello sfaldamento dello strato corneo: in condizioni patologiche, tale sfaldamento anziché avvenire per singoli elementi e lentamente, si verifica a ritmo più serrato con distacco di ammassi cellulari voluminosi. Si può avere il fenomeno della paracheratosi, passaggio diretto dallo strato spinoso a quello corneo senza transitare attraverso il granuloso. (Fig.4)    
     
 

 Fig.5

 
   
             
  CROSTA        
  Prodotto dell’essiccamento di liquido organico in corrispondenza di precedente lesione cutanea. Il colore dipende dal liquido da cui deriva. (Fig.5)  
   
               
  ESCORIAZIONE - ESULCERAZIONE            
  Soluzione di continuo della cute che interessa l’epidermide o gli strati più superficiali del derma. L’escoriazione, tipica lesione cutanea delle lesioni da pressione (Fig.6) ha natura traumatica mentre l’esulcerazione, deriva da un processo patologico (tipica delle lesioni cutanee croniche superficiali degli arti inferiori).

Fig.6

 
   
   
   
             
             
  ULCERA              
  L’ulcera cutanea è una lesione caratterizzata da una perdita di sostanza dermo-ipodermica che non dimostra alcuna tendenza alla riparazione spontanea a causa dell’alterazione della omeostasi vascolare sostenuta da processi endogeni o esogeni. E’ sempre sostenuta da una patologia sottostante che determina un arresto della cicatrizzazione. UNA LESIONE CUTANEA CHE NON PRESENTA TENDENZA ALLA RISOLUZIONE ENTRO SEI SETTIMANE DEVE ESSERE CONSIDERATA UNA LESIONE CUTANEA CRONICA.

La guarigione avviene per seconda intenzione, con formazione di cicatrice di aspetto differente a seconda della natura e dei caratteri dell’ulcerazione.
Tendenzialmente, la terminologia utilizzata nel Wound Care non prevede la distinzione tra esulcerazione ed ulcera, in quanto le lesioni cutanee vengono classificate in stadi anatomici in cui vengono compresi entrambi i termini.
Seguono alcuni esempi di ulcere cutanee croniche. (Figg.7-9)
 
   
   
   
   
   
   
                   
 

Fig. 7: decubito sacrale

 

Fig.8: decubiti al piede

Fig.9: lesione di origine reumatica

   
       
       
       
       
       
       

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